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    Predefinito sospeso prelato omosessuale in Vaticano! Pulizia!

    Riconosciuto attraverso le riprese della trasmissione Exit
    Prese parte, coperto dall'anonimato, alla prima puntata

    Confessa in tv di essere gay
    il Vaticano sospende alto prelato


    Accusato di aver fatto entrare la troupe è stato anche denunciato alle autorità

    di ORAZIO LA ROCCA


    CITTA' DEL VATICANO - Scandalo all'ombra di S. Pietro. Le autorità vaticane tre giorni fa hanno sospeso dall'incarico e sottoposto a procedimento disciplinare un monsignore capoufficio di uno dei più importanti dicasteri pontifici, la Congregazione per il Clero, il "ministero" pontificio retto dal cardinal-prefetto Claudio Hummes, brasiliano, che sovrintende, tra l'altro, alla gestione degli oltre 400 mila sacerdoti presenti in tutte le diocesi del mondo e alla formazione religiosa di seminaristi e catechisti.

    Motivo: l'alto prelato - un monsignore di circa 60 anni ben portati, titolare di rubriche giornalistiche su siti attenti alla vita della Chiesa e del Vaticano, tra i volti più noti dell'emittente cattolica Telepace dove per anni ha curato rubriche a carattere religioso - avrebbe preso parte, anonimamente, alla discussa prima puntata di Exit presentata da Ilaria D'Amico e andata in onda il primo ottobre scorso sull'emittente La7, che tra i reportage trasmessi ha presentato anche una inchiesta sull'omosessualità dei preti nella Chiesa cattolica.

    Nel servizio, quattro persone che si presentavano come sacerdoti, ripresi con volti e voci contraffatte con alle spalle edifici religiosi con flash puntati pure sullo sfondo di piazza San Pietro, avevano confessato le loro preferenze sessuali, ammettendo senza troppi giri di parole di essere gay.

    Uno dei quattro intervistati, stando a quanto hanno verificato i vertici della Congregazione per il Clero, sarebbe uno dei monsignori che ricopre la carica di capo ufficio nello stesso dicastero. Un alto prelato fino a pochi giorni fa in "ascesa" nell'establishment vaticano, perché titolare di altri due importanti incarichi, alla Commissione speciale per la trattazione delle cause di dispensa dei sacerdoti e alla Peregrinatio Ad Petri Sedem, l'organismo responsabile dei pellegrinaggi in arrivo in Vaticano, nell'ambito del quale operava nella Consulta pastorale.

    Nell'intervista concessa ad Exit si vede che il monsignore fa accomodare spontaneamente nel suo ufficio il suo interlocutore al quale rivela con molta naturalezza la sua omosessualità, spiegando persino di "non sentirsi in peccato", ma di doverlo fare di nascosto per non essere richiamato dai superiori vista l'attuale ferma opposizione della dottrina cattolica in materia di celibato sacerdotale ed omosessualità.

    Quasi un guanto di sfida sul piano della pastorale sociosessuale lanciato alle autorità pontificie dall'interno del Vaticano, nella convinzione di poter parlare liberamente perché protetto dall'anonimato.
    Ma non tutto - a quanto sembra - è andato per il verso giusto, perché subito dopo la messa in onda del servizio in Vaticano qualcuno ha riconosciuto la stanza dell'incauto sacerdote trasformata in improvvisato set per registrare l'intervista, e dove si sospetta possa essere avvenuto anche qualche "episodio" a luci rosse.

    Riconosciuti nel filmato pure l'ascensore di accesso alla Congregazione del Clero e la porta di ingresso del dicastero, ripresi dalle telecamere mentre il prelato fa accomodare l'intervistatore. Dopo una più attenta verifica del servizio ed una veloce inchiesta interna, facilitata anche dal fatto che l'unico a tenere la chiave dell'ufficio era il capo ufficio incriminato, il monsignore è stato immediatamente sospeso dall'incarico e denunciato alle autorità giudiziarie pontificie che hanno subito aperto un fascicolo a suo carico.

    Da tre giorni la porta dell'ufficio è chiusa a chiave, nessuno vi può entrare, il telefono squilla a vuoto, sia quello del posto di lavoro del monsignore che quello di casa. Non si sa se dopo la sospensione si arriverà al licenziamento, eventualità che dovrà essere presa in considerazione dal tribunale pontificio dopo un dibattimento previsto dalle leggi vaticane. Da qualche giorno, però, dell'alto prelato si sono perse le tracce.

    Fonte: Repubblica, 13.10.2007
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    Se è quello che intendo io, allora è stato filmato da una telecamera nascosta.

  3. #3
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    In una lettera padre Tommaso Stenico finito nella bufera dopo un'intervista
    smentisce di essere omosessuale. Sospeso dal suo incarico da una settimana

    Giallo sull'outing tv del monsignore
    "L'ho fatto per smascherare i veri gay"


    Il prelato aveva detto di "non sentirsi in peccato". Padre Lombardi aveva annunciato
    "Severità per un comportamento non compatibile con sacerdozio e Santa Sede"

    Monsignor Tommaso Stenico


    CITTÀ DEL VATICANO - "Mi sono dichiarato gay per smascherare chi lo è realmente". Smentisce di essere omosessuale l'alto prelato della Congregazione per il Clero, sospeso dalla Santa Sede dagli incarichi ormai da una settimana per avere confessato in tv i propri orientamenti sessuali.

    Monsignor Tommaso Stenico, questo il nome del sacerdote finito nella bufera per una confessione sotto forma anonima per la trasmissione "Exit" andata in onda su La 7, in una lunga lettera spiega di avere simulato la parte del prete gay e avrebbe fatto, in base alla sua definizione il "ladro tra ladri", per smascherare i veri omosessuali nel tentativo di "redimere le vittime" e, soprattutto, per dare il proprio contributo contro la campagna montante sull'omosessualità dei preti nella Chiesa cattolica.

    L'alto prelato in questione, nei confronti del quale oggi il direttore della Sala stampa vaticana padre Federico Lombardi ha confermato che si interverrà "con la decisione e la severità richiesta da un comportamento non compatibile con il servizio sacerdotale e con la Santa Sede", ha confidato di avere messo nero su bianco la sua difesa, condita di "racconti dettagliati" per controbattere alle accuse,da trasmettere ai diretti superiori della Congregazione del Clero.

    Nello specifico, l'alto prelato, nella lettera conferma "punto per punto" le accuse che gli sono state mosse e che lo hanno portato alla sospensione nell'attesa che l'inchiesta faccia luce sulle reali responsabilità, precisando di "non essere gay" e di avere simulato di esserlo per dare il suo aiuto alla Chiesa.

    "Sono sacerdote da 36 anni - si legge nel documento di difesa scritto da Stenico - da 25 anni lavoro nella Curia Romana, da oltre 30 sono psicologo e psicoterapeuta iscritto all'Albo degli psicologi del Lazio (...) Ho sempre voluto e preteso di occuparmi di tutto l'uomo: del suo spirito e della sua psiche".

    Secondo il piano che, a detta dell'alto prelato, sarebbe servito per smascherare l'omosessualità di "non pochi sacerdoti", Stenico ha deciso di farsi "ladro tra i ladri" entrando nel "doppio ruolo di prete e psicanalista. In questo modo ho scoperto che è così. Vi è proprio il piano diabolico di gruppi di satanisti che puntano i preti".

    "Per rendermi conto della verità" il monsignore ha ricevuto un "possibile informatore contattato nella rete". Il ricevimento delle persone, come dice, era dovuto al fatto che "per me era solo importante conoscere, non certo praticare. Il mio scopo era solo quello di investigare per conoscere ricorrendo alla tecnica strumentale e anche di stare al gioco per ottenere informazioni. Ovviamente non avrei mai immaginato di diventare io stesso un soggetto puntato per essere a mia volta strumentalizzato".

    "Sono persona che non ama lo scandalo, non lo crea, non lo cerca, semmai lo contiene e lo smorza. Come avrei potuto creare lo scandalo di cui mi si accusa?" aggiunge. "Amo il dicastero per il Clero, le sue attività, la cura pastorale per i preti. Il mio pensiero è apertamente conosciuto. Alla mia età non si può barare".

    Padre Lombardi ha mantenuto l'anonimato del prelato, ma a fare nome e cognome di monsignor Stenico ci ha pensato il cattolico Petrus, sito nato e legato al pontificato di Ratzinger, che pubblica anche la foto del sacerdote. Il presule era un collaboratore di Petrus e il direttore responsabile del sito, Gianluca Barile, afferma di averlo licenziato già da martedì scorso (9 ottobre).

    Il monsignore finito nella bufera, malgrado ricoprisse incarichi di capo ufficio della Congregazione del Clero e membro dell'organismo che cura l'accoglienza dei pellegrinaggi, non era certamente in ascesa: contro di lui giocavano l'esuberanza del carattere e una punta di esibizionismo che lo spingeva, ad esempio, a indossare un cappello a larghe tese al posto di quello da sacerdote o del semplice basco ormai prediletto da quasi tutti i preti.

    Il sacerdote abita in un edificio di proprietà della Santa Sede proprio di fronte alle Mura Leonine, dove da tre giorni la porta dell'appartamento è chiusa e il telefono squilla a vuoto. Presto dovrà lasciare anche l'immobile. Dopo la sospensione sembra infatti certo che in tempi brevi arriverà anche il licenziamento, che dovrà essere deciso dal tribunale Vaticano. Ma sulla sentenza ci sono pochi dubbi: con Benedetto XVI la linea è quella della "tolleranza zero" nei riguardi di tutti i sacerdoti che non rispettano il voto di castità, come hanno potuto sperimentare già diversi altri prelati allontanati dopo l'elezione di Ratzinger.

    Fonte: Repubblica, 13.10.2007

  4. #4
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    Monsignor Tommaso Stenico si difende

    Il sacerdote sostiene che si era improvvisato indagatore per scoprire chi vuol far del male alla Chiesa. E' invece finito per essere indagato. Gli credete?


    Non si nasconde, non stacca il cellulare, non si sottrae alle domande che gli arrivano da tutta Italia e non nega di essere il protagonista dell'incontro filmato di nascosto dall'emittente televisiva «La7». Sostiene che lui, improvvisatosi indagatore per scoprire chi vuol far del male alla Chiesa, è finito per essere indagato. E si dice pronto a portare «questa croce». Ieri sera, alle 18.45, siamo riusciti a contattare telefonicamente monsignor Tommaso Stenico, spiegando che ci stiamo interessando alla vicenda viste le sue origini trentine.

    «Potete fare anche a meno. Non c'è niente di cui occuparsi. Leggete le agenzie, dovrebbero riportare una mia nota. È tutto il giorno che rispondo, ne ho abbastanza».

    Monsignor Stenico, secondo le agenzie lei sostiene di aver cercato contatti in internet per compiere una ricerca sul problema dell'omosessualità fra i preti. È così?

    «Certo, quanto è accaduto l'ho costruito io ad arte, quasi come un cavallo di Troia. Non potevo pensare di essere io stesso puntato da altri. È facile dedurre come dietro questa vicenda ci sia qualcosa di progettato, di programmato. Prima o poi lo scoprirò, la cosa non passerà così liscia».

    Conferma quindi di essere il protagonista del video trasmesso da «Exit», la trasmissione di La7?

    «Sì. Sono stato un grande ingenuo, forse ho peccato di superficialità. Il ragazzo di La7 è veramente entrato nel mio studio, il personaggio ripreso sono io. Non contesto le riprese e le evidenze, è tutto vero. Ma io non sono gay, anzi ho dovuto difendermi da ben altre insinuazioni per la mia prestanza fisica».

    Perché ha accettato di incontrare questo ragazzo?

    «Volevo scrivere un libro, una ricerca sul problema dell'omosessualità tra i preti. Oggi il demonio sta entrando nella Chiesa e lasciano solo il Papa. Dunque mi sono messo su Internet e ho cercato siti gay, ho contattato quel ragazzo ed è venuto da me».

    Quando è accaduto?

    «Sarà stato in luglio, ora non ricordo, ma non di domenica. Fatto sta che la televisione ha carpito la mia buona fede: in sostanza era solo un esperimento, uno studio sul tema, e io sono caduto, ma spiegherò tutto ai miei superiori».

    Quali sono le motivazioni alla base della sua ricerca?

    «Volevo capire il perché di questo male ai danni della Chiesa, perché i preti vengono presi di mira. È stata una grande disgrazia. Mai avrei pensato di vedermi a mia volta sfruttato e ricattato». Chi la ricatta? «Non lo so, ma lo scoprirò».

    Non aveva la percezione di essere filmato?

    «Se lei va al mercato, non pensa di venir filmato. Ecco, nemmeno io ho avuto alcun sospetto sulla presenza della telecamera. Le dirò di più. Non conosco il programma che ha trasmesso il video e non ho ancora visto la cassetta, né mi interessa. Quello che hanno dato in televisione non lo so. Certo mi hanno trattato come carne da macello ma la cosa non mi appartiene. Quello non sono io che adesca qualcuno, ma sono io a essere adescato mentre andavo alla ricerca di perché».

    Era il primo incontro del genere o ne aveva avuti altri in precedenza?

    «Avevo appena cominciato lo studio sul fenomeno». Perché avrebbero voluto screditarla? «Per sferrare un forte attacco alla Chiesa e al papa. È un fatto che si avverte, un fenomeno strisciante. Guardate quanto sta accadendo a don Gelmini. Questi episodi non nascono per caso. C'è qualcosa che non funziona. Io non sono nessuno. Sono culturalmente curioso e se posso fare del bene alla Chiesa, lo faccio».

    L'idea della ricerca era sua o condivisa con altri?

    «Era una mia iniziativa autonoma. Non ho coinvolto nessuno. Io sono uno psicologo e trattando casi di psicanalisi sono risalito al fatto che probabilmente c'è un disegno ad arte per colpire soprattutto i preti».

    Non avrebbe dovuto informare del fatto i suoi superiori?

    «Forse sì, ho peccato in questo. Ma non ho fatto nulla di male, tant'è che sono stato io a mandare via il ragazzo».

    Lei è stato sospeso dai suoi incarichi in Vaticano.

    «Era logico per la Santa Sede e mi pare che sia giusto. In qualsiasi ente mentre è in corso un'indagine sei pregato di rimanere a casa per accertare la verità. Ho presentato una memoria informativa. Sono in ottimi rapporti con i miei superiori e loro sono in ottimi rapporti con me. Comunque questo è uno scherzo che non si deve fare a nessun cane sulla terra».

    Ha intenzione di denunciare La7?

    «Mi riservo di riflettere e di consigliarmi con qualcuno. Ora devo trovare soltanto il tempo di stare un attimo sotto la croce. Senza che questa fosse la mia volontà».

    Al di là del suo caso, ritiene che vi siano casi di preti omosessuali?

    «Intelligenti pauca (a chi capisce bastano poche parole, ndr). Mi sono messo a indagare di mia iniziativa. Amo la Chiesa e voglio nel mio piccolo difenderla. E, come il papa, voglio pulizia nella Chiesa. In questo evidentemente lei ha già la mia risposta. Un'ultima cosa».

    Prego.

    «Non mi ammazzi».

    L'abbiamo cercata proprio per riportare la sua versione.

    «Da trentino mi tratti bene».

    Guido Pasqualini

    Fonte: L'Adige, 14.10.2007

  5. #5
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    Ma come si fa a credere ad una panzana del genere? Una ricerca?
    Non farebbe prima, in un sussulto di onestà e sincerità, a pentirsi di ciò che ha fatto?

  6. #6
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    Incontro a "luci rosse" del prelato in Vaticano: sospeso

    di Andrea Tornielli

    da Roma


    Lo avevano riconosciuti in molti, dentro e fuori le mura vaticane, la sera di lunedì 1° ottobre, quando la trasmissione Exit di La7 ha mandato in onda un servizio sull’omosessualità dei preti. Ora Tommaso Stenico, 60 anni, capo ufficio della Congregazione del clero, sospettato di aver organizzato un incontro a «luci rosse» all’interno del suo ufficio in Vaticano, è stato identificato e sospeso in via cautelare dal suo posto.

    Un giovane collaboratore di La7 aveva realizzato delle riprese nascoste con una telecamera sistemata nello zainetto, filmando i suoi incontri con quattro preti da lui «agganciati» attraverso i siti Web dedicati agli scambi omosex. Uno soltanto di questi risultava riconoscibile ed era proprio Stenico, che dopo aver «chattato» con il ragazzo aveva combinato un appuntamento finalizzato a un’esperienza sessuale. Dal filmato si evinceva che i contatti erano avvenuti alla fine dello scorso luglio. Il prelato aveva dato appuntamento al giovane in Piazza San Pietro, era andato a prenderlo in macchina ed era rientrato in Congregazione passando per il garage. Nel filmato si riconoscono gli ambienti del dicastero e soprattutto l’ufficio personale del prelato. In più, chi conosce il dinamico monsignore ne ha riconosciuto il gesticolare, il timbro della voce (nonostante il camuffamento audio e la schermatura del volto). Nella ripresa, carpita e mandata in onda all’insaputa dell’interessato – e con mezzi del tutto insufficienti per renderla anonima, visti gli esiti – si vede e si sente il giovane che continua a far domande sull’atteggiamento della Chiesa nei confronti dei gay, mentre il sacerdote appare più interessato a passare all’azione. Tutto si interrompe perché le domande dell’intervistatore occulto sono troppo insistenti e il prelato lo congeda.

    Il Prefetto della Congregazione del clero, il cardinale brasiliano Claudio Hummes, di concerto con la Segreteria di Stato, dopo aver valutato il filmato e aver riconosciuto la persona, ha convocato Stenico chiedendogli di lasciare l’ufficio. Si tratta però soltanto di una sospensione cautelativa, in attesa dell’inchiesta interna, non certo di un giudizio di condanna. La Santa Sede, pur intervenendo immediatamente per cautelarsi, non intende trarre conclusioni affrettate prima che siano provate le accuse e chiarita ogni circostanza. Al monsignore non viene imputato di essersi dichiarato gay ma di aver organizzato un incontro finalizzato – stando a quanto si percepisce dal filmato – a un rapporto sessuale, e di averlo fatto nel palazzo della Congregazione. Il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha confermato la vicenda (della quale ha parlato ieri La Repubblica): «Non posso smentire il fatto, la Santa Sede ha agito con severità e decisione e tuttavia i superiori affrontano il caso con la dovuta riservatezza e rispetto».

    Fonte: Il Giornale, 14.10.2007

  7. #7
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    "Ecco la mia verità: non sono gay. Voglio solo studiare gli uomini"

    di Andrea Tornielli

    da Roma



    Il suo è un volto noto, perché da tempo celebra messa in diretta per una Tv cattolica, ha un suo sito Web dedicato alla pastorale, è autore di numerosi libri. Da meno di una settimana la sua vita è cambiata: monsignor Tommaso Stenico è uno dei prelati che compare con il volto e la voce camuffata nel filmato di La7 dedicato all’omosessualità dei preti. Ora si difende e contrattacca, dando una versione dei fatti completamente diversa rispetto a quella apparsa in video.

    Monsignore, innanzitutto è lei il sacerdote del video?

    «Sì, sono io. Non ho visto il filmato, ma ricordo perfettamente quell’incontro».

    Quello che si vede è il suo ufficio alla Congregazione del clero?

    «Sì, è il mio ufficio. In molti mi hanno detto che era riconoscibile».

    Posso chiederle perché ha portato quel giovane proprio lì?

    «Non sono uno stupido. Pensi che io, a poche centinaia di metri dall’ufficio, ho il mio appartamento, dove vivo da solo. Se si fosse trattato davvero di un incontro a sfondo sessuale sarei andato lì, non crede?».

    E che altro era quell’incontro combinato via Internet?

    «Chi mi conosce sa che lavoro svolgo da molto tempo. Sono sacerdote da 36 anni, da 25 lavoro nella Curia romana, da oltre 30 sono psicologo e psicoterapeuta iscritto all’Albo degli psicologi del Lazio. Mi sono dedicato specialmente alle problematiche dei sacerdoti: ho seguito tanti preti in difficoltà, con problemi di identità, con drammi di solitudine, con crisi di fede, cercando di aiutarli a ritrovare se stessi. Penso non sfugga a nessuno l’evidente attacco alla Chiesa che sta avvenendo in questo periodo proprio su queste vicende. Ho voluto fare qualcosa, ne ho parlato con il mio padre spirituale. È proprio nell’ambito di questa attività che ho fatto ciò che ho fatto…».

    Vuol dire che quell’approccio è avvenuto per motivi di studio?

    «Esatto. La verità non è affatto quella che sembra. Ci ho pregato sopra per molto tempo. È nata da qui l’idea di farmi “ladro” tra i “ladri”, ricorrendo al loro linguaggio, per carpire se vi fosse una regia, una strategia. Sono entrato nel doppio ruolo di prete e psicanalista e ho scoperto che è proprio così. C’è davvero un piano diabolico di gruppi satanisti che “puntano” ai preti».

    Mi spieghi: stava cercando informazioni sui preti gay?

    «No, non informazioni sui preti gay ma sul perché si punta ai preti che hanno questa debolezza. Cosa cercare, cosa volere, dove arrivare? E non ho dato importanza al luogo dove ricevere un possibile informatore contattato nella rete. Mi sono finto come lui, ho appurato le sue presunte esigenze e le ho usate per il mio fine. Per me era solo importante conoscere, non certo praticare. Il mio scopo era solo quello di investigare».

    Dal filmato però appare che il ragazzo abbia voglia di parlare, mentre lei sembrava impaziente di passare ai fatti…

    «Volevo spingerlo a rivelarsi per quello che era, a dirmi finalmente che cosa cercava in un rapporto di quel tipo da me come prete. Avevo preventivato qualche rischio ma il mio intento era proprio quello di trovare le risposte che cercavo. Non immaginavo certo di diventare io stesso un soggetto “puntato” per essere a mia volta strumentalizzato. Io volevo solo capire non certo praticare».

    Che idea si è fatto sull’episodio?

    «Non mi stupirei se tutto questo fosse il frutto di una denuncia che ho presentato al Comando dei carabinieri della Stazione di S.Pietro contro un ragazzo – alla luce di quanto accaduto non vorrei mi fosse stato inviato appositamente – il quale voleva ringraziare il mio interessamento per un posto di lavoro con una prestazione sessuale. Dopo aver rifiutato categoricamente, l’ho denunciato. Chi vuole può controllare».

    Lei nega dunque di essere omosessuale?

    «Rispetto tutte le persone, quali che siano le loro tendenze sessuali. Ma non sono mai stato e non sono gay. Le sofferenze che come prete ho dovuto sopportare sono state di ben altra natura. Sono persona che non ama lo scandalo, non lo crea, semmai lo contiene e lo smorza. Quello che sono e che penso sta scritto nei 42 volumi che ho pubblicato. Non ho mai avuto e non ho nulla da nascondere, o da temere».

    Fonte: Il Giornale, 14.10.2007

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    Predefinito Ovviamente a causa di questo "prete" si scatenano gli anticlericali e laicisti ...

    Era andato in onda su «Exit», il programma della D'Amico

    Tradito dal video tv Sospeso «prete gay»

    Il Vaticano riconosce un monsignore: subito rimosso

    Luigi Accattoli


    CITTÀ DEL VATICANO — Un ragazzo gay adesca in Internet un prete del Vaticano per smascherare l'«ipocrisia della Chiesa». Scoppia lo scandalo e il monsignore afferma di aver finto d'essere omosessuale per smascherare le «insidie» che vengono poste ai preti: si chiama Tommaso Stenico, 60 anni, trentino, capo-ufficio alla Congregazione per il clero. Da una settimana è sospeso dall'incarico e ieri ha mandato ai superiori una memoria difensiva che ci ha esposto nel colloquio riportato in questa pagina.
    All'origine dello scandalo c'è un filmato di sei minuti sull'incontro del ragazzo con il prete che La7 manda in onda il 1˚ ottobre nel programma Exit di Ilaria D'Amico.
    Incrociato il prete chattando in Internet, il ragazzo era andato a incontrarlo nel suo ufficio e l'aveva filmato con una telecamera nascosta munita di microfono.
    Nella chat si erano accordati per un approccio sadomaso. Già in ascensore il prete chiede al giovane: «Ti piaccio?» e la risposta è «Sì».
    Nel filmato non succede nulla, perché il ragazzo cerca di portare la conversazione sulla questione dell'omosessualità nella Chiesa, chiedendo come mai il prete non si faccia scrupoli ad avere rapporti omosessuali e il prete dà risposte didascaliche, afferma di non considerare «peccato» ciò che sta per fare ma infine licenzia il ragazzo come deluso dell'approccio: «Tu non accetti niente. Non facciamo nulla. Ora ti porto all'ascensore».
    Tuttavia nel congedare il ragazzo il prete sembra contare su un altro possibile incontro: «Se qualcuno ti ferma, vai via senza dire niente a nessuno. Io non ti chiamo, se vuoi mi chiami tu. Quanto sei bono».
    «E' stato un piacere» dice il ragazzo salutando e il prete: «Per me no, perché non ti piaccio».
    Dal filmato i superiori riconoscono lo studio di Stenico, la sua sagoma e la sua voce, benché l'emittente abbia sfumato l'una e l'altra. Lo convocano, lo sospendono dall'incarico, avviano un processo. Rischia il licenziamento e la sospensione «a divinis».
    «Non posso smentire il fatto» ha detto ieri il portavoce vaticano padre Federico Lombardi, interrogato sulle voci che stavano circolando: «Naturalmente i superiori trattano il caso con la dovuta riservatezza e il rispetto per la persona interessata anche se ha sbagliato. Ma devono intervenire con la decisione e la severità richiesta da un comportamento non compatibile con il servizio sacerdotale e con la Santa Sede».
    Lombardi non ha fatto il nome del prete, che più tardi è stato pubblicato dal sito «Petrus», di cui Stenico è stato collaboratore. Il prete sotto inchiesta riceve la solidarietà del presidente dell'Arcigay, Aurelio Mancuso: «E' entrato suo malgrado nel tritacarne vaticano. Lui è solo un capro espiatorio. Tutti sanno che esiste un rapporto stretto tra omosessualità e la Chiesa cattolica ». Per il parlamentare ds Franco Grillini il fatto «dimostra la natura repressiva del Vaticano e il fallimento del celibato del clero cattolico».

    Fonte: Corriere della sera, 14.10.2007

  9. #9
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    Predefinito

    ma gli uomini li si studia con incontri sadomaso il Vaticaono? Io ho seguito la puntata di exit e confesso di essere saltato sulla sedia. Non era un'intervista....
    UT UNUM SINT!

  10. #10
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    Predefinito

    gente questo era il capoufficio della congregazione per il clero... qui il fumo di Satana è penetrato a fondo...
    In altro tread mi si consigliava di scrivere, riguardo agli abusi liturgici commessi dal mio parroco, prima al Vescovo e poi alla Commissione per il Clero... la mia lettera magari sarebbe soggiaciuta sulla scrivania di questo "monsignore" intento in incontri sadomaso nello stesso ufficio. Dalla testa puzza il pesce!
    UT UNUM SINT!

 

 
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